IZSVe — Influenza aviaria, pagina informativa
Centro di referenza nazionale ed europeo per l'influenza aviaria.
Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie leggi bollettino originale →
Patogeno animale ad alto impatto economico ed elevato rischio pandemico. Sorvegliato da WOAH WAHIS, EFSA, IZSVe.
Casi confermati per paese, finestra ultimi 30 giorni (delta intra-finestra per dati cumulativi). Scala logaritmica.
Feed aggiornato ogni 15 minuti da 30 testate (ANSA, Repubblica, Corriere, AdnKronos, Il Sole 24 Ore, Quotidiano Sanità, AGI, Askanews, Dire, RaiNews, TGCom24, Today, AdnKronos, Open, Il Fatto Quotidiano, Il Messaggero, BBC, Guardian, NYT, CNN, NPR, STAT News, MedPage, Contagion Live, Outbreak News Today, Al Jazeera, Le Monde, Der Spiegel, El País).
Centro di referenza nazionale ed europeo per l'influenza aviaria.
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L'influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) è una malattia degli uccelli causata da virus influenzali di tipo A; alcuni sottotipi, in particolare H5N1, H7N9 e H9N2, hanno acquisito negli ultimi vent'anni la capacità di infettare l'uomo con quadri clinici severi e letalità elevata. Dal 2021 l'HPAI H5N1 clade 2.3.4.4b ha provocato la più grande epizoozia mai documentata, coinvolgendo selvatici, allevamenti avicoli, mammiferi marini e dal 2024 mandrie di bovini da latte negli Stati Uniti.
Il virus circola in modo enzootico negli uccelli acquatici selvatici, in particolare anatidi, che fungono da serbatoio. Da qui può fare salti adattivi in pollame domestico (galline ovaiole, tacchini, anatre) dove l'alta densità delle aziende favorisce l'amplificazione. Episodi di spillover in mammiferi sono divenuti frequenti dal 2022: foche, leoni marini, volpi, gatti domestici e, più recentemente, bovini da latte negli Stati Uniti, segnale che il virus sta esplorando nuove nicchie ospite.
I casi umani sono finora associati a contatto stretto con animali infetti o ambienti contaminati: allevatori, operatori di macelli e di centri di vaccinazione, raramente acquirenti di pollame vivo. La trasmissione interumana sostenuta non è stata documentata. Il rischio sanitario globale dipende dalla possibilità che il virus acquisisca, attraverso riassortimenti con virus stagionali umani come quelli che circolano in influenza stagionale, la capacità di trasmettersi efficacemente da persona a persona.
L'esordio assomiglia a quello dell'influenza stagionale ma evolve rapidamente verso forme severe: febbre alta, tosse, dispnea, polmonite con ARDS, talvolta sintomi gastrointestinali e neurologici. L'incubazione è di 2-7 giorni. La letalità storica dei casi H5N1 notificati supera il 50%, sebbene gli episodi più recenti (in particolare quelli legati ai bovini USA 2024) abbiano manifestato sintomatologia più lieve, dominata da congiuntivite, suggerendo possibili differenze nel tropismo virale o nelle modalità di esposizione.
L'oseltamivir e altri inibitori della neuraminidasi sono indicati nelle forme sospette o confermate, idealmente entro 48 ore dall'esordio. I vaccini pandemici prototipo H5 sono mantenuti in stockpile dalle autorità sanitarie e dai produttori per attivare la filiera in caso di evento pandemico. Per la popolazione generale la prevenzione passa attraverso il controllo veterinario, l'abbattimento mirato dei focolai animali, la sorveglianza sierologica degli esposti professionalmente e la riduzione dei contatti con uccelli selvatici malati o morti, da non maneggiare mai a mani nude.
L'OMS, l'Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (WOAH) e la FAO mantengono un coordinamento congiunto sulla piattaforma One Health. focolai.it integra il bollettino mensile Influenza at the Human-Animal Interface con i casi umani globali per sottotipo e i WHO Disease Outbreak News per gli eventi significativi. Per il quadro stagionale ordinario si veda anche la scheda influenza stagionale.
Il virus è termolabile: la cottura a temperature superiori a 70°C lo inattiva. Il rischio alimentare è considerato trascurabile per la carne ben cotta. Più attenzione richiede la manipolazione della carne cruda, dove vanno seguite le normali norme igieniche.
Sono documentate infezioni in gatti domestici, soprattutto quando entrano in contatto con volatili selvatici o carne cruda contaminata. Il rischio di trasmissione dal gatto al proprietario è considerato basso ma non nullo: in caso di gatti con sintomi respiratori provenienti da contesti a rischio è opportuno consultare il veterinario.
Esistono vaccini pandemici prototipo H5N1 in stockpile presso le autorità sanitarie nazionali, riservati per attivazione in caso di evento pandemico. Non sono offerti alla popolazione generale.
Le informazioni di questa scheda hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere medico. In caso di sintomi o sospetto contagio, contattare il medico di base o i servizi sanitari (1500 numero verde Ministero della Salute, 112 per emergenze).