La dengue è la più diffusa arbovirosi al mondo e la sua incidenza è aumentata in modo costante negli ultimi cinquant'anni, complice l'urbanizzazione, i cambiamenti climatici e la diffusione del vettore Aedes albopictus oltre i tradizionali confini tropicali. L'Italia ha registrato i primi episodi di trasmissione autoctona nel 2020 e da allora i focolai stagionali sono diventati una realtà ricorrente, in particolare nelle estati lunghe e calde del Centro-Nord.
- AgenteQuattro sierotipi distinti (DENV-1, 2, 3, 4)
- VettoreZanzare Aedes aegypti e Aedes albopictus
- Incubazione4-10 giorni
- Casi globali stimati≈ 400 milioni all'anno (WHO)
- VacciniQdenga (Takeda) e Dengvaxia (Sanofi), uso limitato
Sierotipi e immunità incrociata
La complessità immunologica della dengue è il suo aspetto più temibile. I quattro sierotipi conferiscono ciascuno immunità permanente, ma soltanto contro sé stessi: una seconda infezione causata da un sierotipo diverso può attivare un meccanismo paradossale chiamato antibody-dependent enhancement, che amplifica l'ingresso del virus nelle cellule e moltiplica il rischio di evoluzione verso le forme gravi. Questo spiega perché la dengue grave è proporzionalmente più frequente in adulti che vivono in aree iperendemiche e hanno già avuto un episodio passato.
Sintomi e decorso
La forma classica esordisce bruscamente con febbre elevata, cefalea retro-orbitaria intensa, mialgie e artralgie diffuse, rash cutaneo dopo il terzo-quarto giorno. Il quadro emocromocitometrico mostra leucopenia e calo progressivo delle piastrine. Nel quinto-settimo giorno, in coincidenza con lo sfebbramento, si apre la finestra critica: la maggioranza dei pazienti migliora, una minoranza sviluppa la dengue grave caratterizzata da estravasazione plasmatica, sanguinamenti, shock ipovolemico e, raramente, coinvolgimento d'organo (epatite, miocardite, encefalite).
Diagnosi e trattamento
La diagnosi nella prima settimana si basa sulla ricerca dell'antigene NS1 e della PCR; dopo il quinto giorno entrano in gioco le sierologie IgM e IgG, da interpretare con attenzione per il rischio di cross-reattività con altri flavivirus come West Nile e Zika. Non esiste un antivirale specifico: il trattamento è sintomatico e l'attenzione clinica si concentra sulla reintegrazione idrica nella fase critica e sull'evitare i FANS, in particolare l'acido acetilsalicilico, per il rischio di sanguinamento.
Prevenzione
Le misure di sanità pubblica si articolano su tre livelli: controllo del vettore con eliminazione dei focolai larvali domestici e trattamenti adulticidi mirati, protezione individuale con repellenti e abbigliamento, vaccinazione nei soggetti idonei. Il preparato Qdenga, autorizzato in Europa nel 2022, è raccomandato in Italia dalle linee guida del Ministero della Salute principalmente per i viaggiatori diretti in aree iperendemiche e in alcuni contesti regionali per soggetti che hanno già avuto un'infezione documentata.
Sorveglianza in Italia
Il piano nazionale arbovirosi prevede la notifica obbligatoria di tutti i casi sospetti, la conferma di laboratorio centralizzata negli istituti regionali di riferimento e l'attivazione tempestiva di indagini entomologiche attorno al caso indice. Ogni caso autoctono attiva un protocollo di disinfestazione dei dintorni e di sorveglianza attiva nei contatti per intercettare un eventuale cluster. Le altre arbovirosi sotto sorveglianza, come chikungunya, condividono lo stesso sistema operativo.
Domande frequenti
La dengue si trasmette da persona a persona?
Solo tramite la puntura di zanzara del genere Aedes. Sono descritti rari casi di trasmissione per trasfusione, trapianto e dalla madre al feto.
Una persona può ammalarsi più volte?
Sì, fino a quattro volte: una per ciascun sierotipo. Le infezioni successive alla prima sono mediamente più severe.
Il vaccino Qdenga è raccomandato a tutti?
No. L'indicazione attuale del Ministero della Salute riguarda principalmente viaggiatori adulti diretti in aree endemiche e alcune categorie specifiche; la decisione individuale va presa con il medico in base all'esposizione e all'eventuale precedente infezione.
Le informazioni di questa scheda hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere medico. In caso di sintomi o sospetto contagio, contattare il medico di base o i servizi sanitari (1500 numero verde Ministero della Salute, 112 per emergenze).