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Peste suina africana (PSA)

Malattia esclusivamente suina (non infetta l'uomo) con letalità del 90–100% nei suini domestici. Impatto economico massivo: blocca export, abbattimenti di massa.

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  4. D04 SIGNAL Cebu City clarifies: No ASF outbreak in Barangay Sapangdaku - Cebu Daily News · Google
  5. D05 SIGNAL Can Tho focuses on isolating areas affected by African swine fever. - Vietnam.vn · Google
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  7. D07 SIGNAL Huong My commune proactively prevents and controls African swine fever. - Vietnam.vn · Google
  8. D08 SIGNAL Andaman Issues African Swine Fever Advisory, Urges Pig Owners to Isolate Sick Animals - The Wave Andaman · Google
  9. D09 SIGNAL UK scientists launch major research to tackle African swine fever threat - FarmingUK · Google
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  12. D12 SIGNAL Nigeria’s pig farmers face investment threat from swine fever - 3tres3.com · Google
  13. D13 SIGNAL Cebu steps up measures to contain ASF outbreak - The Manila Times · Google
  14. D14 SIGNAL Understanding African swine fever dynamics in South Korean pig farms through agent-based modeling and spatiotemporal analysis of farm outbreaks - Frontiers · Google
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Bollettini ufficiali · 30 · WHO/ECDC/ISS/CIDRAP/CDC

Approfondimento: Peste suina africana (PSA)

La peste suina africana (PSA) è una malattia virale dei suidi, sia domestici sia selvatici, ad alta letalità e fortissimo impatto economico sulle filiere zootecniche. Non rappresenta alcun rischio per l'uomo, ma è inserita nei sistemi di sorveglianza nazionale e internazionale per il suo potenziale di devastare la produzione suinicola e il commercio dei prodotti derivati. In Italia la malattia è stata rilevata nei cinghiali del Piemonte e della Liguria nel 2022, raggiungendo successivamente Lombardia, Emilia-Romagna e Calabria.

  • AgenteAfrican Swine Fever Virus (Asfivirus, famiglia Asfarviridae)
  • Specie suscettibiliSuini domestici e cinghiali
  • Rischio per l'uomoNessuno
  • Letalità nei suidiVicina al 100% per i ceppi virulenti
  • VaccinoNon disponibile in Europa

Trasmissione

Il virus si propaga per contatto diretto fra animali infetti, attraverso secrezioni, sangue e cadaveri; indirettamente tramite veicoli, attrezzature, indumenti e alimenti contaminati, in particolare carne suina cruda o insaccati non trattati termicamente che mantengono la carica virale per mesi. Le zecche del genere Ornithodoros fungono da serbatoio biologico in Africa subsahariana. La capacità di sopravvivenza del virus nell'ambiente esterno è straordinaria: settimane sulle superfici, mesi nelle carni stagionate non cotte, anni nelle carcasse congelate o nelle ossa.

Quadro clinico nei suidi

Le forme acute presentano febbre alta, anoressia, debolezza estrema, cianosi cutanea, emorragie multiple, vomito, diarrea. La morte sopraggiunge in 6-13 giorni. Le forme subacute hanno decorso meno fulminante ma comunque grave; le forme croniche, con ceppi a virulenza ridotta, possono cronicizzare e fungere da serbatoio silente. Nessuna terapia è disponibile: gli animali colpiti vengono abbattuti per impedire la diffusione.

Impatto sui sistemi produttivi

La PSA è una delle minacce sanitarie più costose per l'industria zootecnica mondiale. La perdita di interi allevamenti, le restrizioni di movimentazione, l'esclusione dai mercati internazionali e gli embargo commerciali pesano sui produttori e sui paesi colpiti. In Italia la filiera suinicola, in particolare quella dei prodotti DOP del Centro-Nord, è particolarmente esposta. L'individuazione precoce del virus e il contenimento delle aree infette sono le priorità del piano nazionale di emergenza.

Sorveglianza in Italia

Dal 2022 è attivo il Commissariato straordinario per la PSA, che coordina monitoraggio nei selvatici, controlli negli allevamenti, abbattimenti selettivi nei cinghiali, recinzioni e divieti di accesso nelle zone infette. Le autorità competenti pubblicano aggiornamenti settimanali con le carcasse positive e i nuovi focolai. Le misure di biosicurezza nelle aziende suinicole sono state rafforzate, includendo controlli all'ingresso, disinfezione di mezzi e attrezzature, gestione differenziata dei rifiuti. Per altre zoonosi e patologie animali sorvegliate si veda anche la scheda influenza aviaria.

Prevenzione e biosicurezza

I cittadini non hanno un ruolo diretto nella trasmissione, ma alcune attenzioni riducono il rischio di diffusione accidentale: non gettare scarti alimentari di prodotti suini in aree frequentate da cinghiali, segnalare alle autorità il rinvenimento di carcasse di cinghiali, rispettare i divieti di accesso nelle zone infette, evitare di introdurre dall'estero prodotti a base di carne suina non controllati. Per allevatori e operatori del settore vigono protocolli stringenti di biosicurezza e di formazione obbligatoria.

Domande frequenti

La peste suina africana è pericolosa per l'uomo?

No, non è una zoonosi: il virus non infetta l'essere umano e non si trasmette mangiando carne di animali infetti. L'impatto è economico e zootecnico, non sanitario.

Posso ancora mangiare salame e prosciutto?

Sì, i prodotti commercializzati in Italia provengono da filiere controllate e da animali sani sottoposti a controlli veterinari. La PSA non rappresenta un rischio per il consumatore.

Cosa fare se trovo un cinghiale morto nel bosco?

Non toccare la carcassa, registrare la posizione GPS e segnalarla all'ASL veterinaria o all'autorità del parco di competenza per consentire il prelievo dei campioni di laboratorio. Il dato alimenta la sorveglianza nazionale.

Le informazioni di questa scheda hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere medico. In caso di sintomi o sospetto contagio, contattare il medico di base o i servizi sanitari (1500 numero verde Ministero della Salute, 112 per emergenze).

Vedi anche · altre malattie sorvegliate

Fonti monitorate