WOAH WAHIS dashboard — Peste-suina-africana
Eventi sanitari animali notificati WOAH WAHIS (consultazione dashboard).
World Organisation for Animal Health (WOAH/OIE) leggi bollettino originale →
Malattia esclusivamente suina (non infetta l'uomo) con letalità del 90–100% nei suini domestici. Impatto economico massivo: blocca export, abbattimenti di massa.
Casi confermati per paese, finestra ultimi 30 giorni (delta intra-finestra per dati cumulativi). Scala logaritmica.
Feed aggiornato ogni 15 minuti da 30 testate (ANSA, Repubblica, Corriere, AdnKronos, Il Sole 24 Ore, Quotidiano Sanità, AGI, Askanews, Dire, RaiNews, TGCom24, Today, AdnKronos, Open, Il Fatto Quotidiano, Il Messaggero, BBC, Guardian, NYT, CNN, NPR, STAT News, MedPage, Contagion Live, Outbreak News Today, Al Jazeera, Le Monde, Der Spiegel, El País).
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La peste suina africana (PSA) è una malattia virale dei suidi, sia domestici sia selvatici, ad alta letalità e fortissimo impatto economico sulle filiere zootecniche. Non rappresenta alcun rischio per l'uomo, ma è inserita nei sistemi di sorveglianza nazionale e internazionale per il suo potenziale di devastare la produzione suinicola e il commercio dei prodotti derivati. In Italia la malattia è stata rilevata nei cinghiali del Piemonte e della Liguria nel 2022, raggiungendo successivamente Lombardia, Emilia-Romagna e Calabria.
Il virus si propaga per contatto diretto fra animali infetti, attraverso secrezioni, sangue e cadaveri; indirettamente tramite veicoli, attrezzature, indumenti e alimenti contaminati, in particolare carne suina cruda o insaccati non trattati termicamente che mantengono la carica virale per mesi. Le zecche del genere Ornithodoros fungono da serbatoio biologico in Africa subsahariana. La capacità di sopravvivenza del virus nell'ambiente esterno è straordinaria: settimane sulle superfici, mesi nelle carni stagionate non cotte, anni nelle carcasse congelate o nelle ossa.
Le forme acute presentano febbre alta, anoressia, debolezza estrema, cianosi cutanea, emorragie multiple, vomito, diarrea. La morte sopraggiunge in 6-13 giorni. Le forme subacute hanno decorso meno fulminante ma comunque grave; le forme croniche, con ceppi a virulenza ridotta, possono cronicizzare e fungere da serbatoio silente. Nessuna terapia è disponibile: gli animali colpiti vengono abbattuti per impedire la diffusione.
La PSA è una delle minacce sanitarie più costose per l'industria zootecnica mondiale. La perdita di interi allevamenti, le restrizioni di movimentazione, l'esclusione dai mercati internazionali e gli embargo commerciali pesano sui produttori e sui paesi colpiti. In Italia la filiera suinicola, in particolare quella dei prodotti DOP del Centro-Nord, è particolarmente esposta. L'individuazione precoce del virus e il contenimento delle aree infette sono le priorità del piano nazionale di emergenza.
Dal 2022 è attivo il Commissariato straordinario per la PSA, che coordina monitoraggio nei selvatici, controlli negli allevamenti, abbattimenti selettivi nei cinghiali, recinzioni e divieti di accesso nelle zone infette. Le autorità competenti pubblicano aggiornamenti settimanali con le carcasse positive e i nuovi focolai. Le misure di biosicurezza nelle aziende suinicole sono state rafforzate, includendo controlli all'ingresso, disinfezione di mezzi e attrezzature, gestione differenziata dei rifiuti. Per altre zoonosi e patologie animali sorvegliate si veda anche la scheda influenza aviaria.
I cittadini non hanno un ruolo diretto nella trasmissione, ma alcune attenzioni riducono il rischio di diffusione accidentale: non gettare scarti alimentari di prodotti suini in aree frequentate da cinghiali, segnalare alle autorità il rinvenimento di carcasse di cinghiali, rispettare i divieti di accesso nelle zone infette, evitare di introdurre dall'estero prodotti a base di carne suina non controllati. Per allevatori e operatori del settore vigono protocolli stringenti di biosicurezza e di formazione obbligatoria.
No, non è una zoonosi: il virus non infetta l'essere umano e non si trasmette mangiando carne di animali infetti. L'impatto è economico e zootecnico, non sanitario.
Sì, i prodotti commercializzati in Italia provengono da filiere controllate e da animali sani sottoposti a controlli veterinari. La PSA non rappresenta un rischio per il consumatore.
Non toccare la carcassa, registrare la posizione GPS e segnalarla all'ASL veterinaria o all'autorità del parco di competenza per consentire il prelievo dei campioni di laboratorio. Il dato alimenta la sorveglianza nazionale.
Le informazioni di questa scheda hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere medico. In caso di sintomi o sospetto contagio, contattare il medico di base o i servizi sanitari (1500 numero verde Ministero della Salute, 112 per emergenze).