La febbre del Nilo occidentale è un'arbovirosi trasmessa dalle zanzare del genere Culex: il virus circola in un ciclo enzootico fra zanzare e uccelli selvatici, mentre l'essere umano è un ospite accidentale, "vicolo cieco" epidemiologico perché non sviluppa una viremia sufficiente a infettare nuovamente la zanzara. In Italia il virus è considerato endemico in molte regioni della pianura padana e di alcune aree del Centro-Sud, con stagionalità marcata fra giugno e ottobre.
- AgenteWest Nile virus (Orthoflavivirus, famiglia Flaviviridae)
- VettoreZanzara Culex pipiens
- SerbatoioUccelli selvatici (passeriformi, corvidi)
- Incubazione2-14 giorni
- Forma neuroinvasiva≈ 1% dei contagiati
Trasmissione e ciclo
Il ciclo silvestre si svolge fra le zanzare ornitofile e diverse specie di uccelli selvatici, in particolare i corvidi, che fungono da serbatoio amplificatore. Nell'estate, quando la densità delle zanzare è massima, alcuni esemplari pungono mammiferi: cavalli e umani vengono così infettati. Non si trasmette per contatto diretto fra persone, ma sono documentate trasmissioni iatrogene tramite trasfusione di sangue e trapianto d'organo, ragione per cui in Italia è attivo lo screening sistematico dei donatori nelle aree a circolazione virale durante la stagione estiva.
Sintomi e forme cliniche
Circa l'80% delle infezioni decorre in modo del tutto asintomatico. Il 20% sviluppa una sindrome febbrile aspecifica con cefalea, dolori muscolari, talora rash, della durata di pochi giorni. Meno di un caso su cento progredisce verso forme gravi neuroinvasive: meningite, encefalite o paralisi flaccida acuta. La letalità nelle forme neuroinvasive si attesta intorno al 10%, con esiti neurologici permanenti in una parte rilevante dei sopravvissuti. Età avanzata, ipertensione, diabete e immunosoppressione sono i principali fattori di rischio per un decorso severo.
Diagnosi
La conferma si ottiene con la ricerca di IgM specifiche nel siero o nel liquor, integrata da PCR su urine o sangue nella fase acuta. La distinzione da altre arbovirosi è importante perché in alcuni territori italiani circolano anche dengue autoctona e chikungunya: la diagnostica differenziale guida la sorveglianza ambientale e gli interventi di disinfestazione mirati.
Trattamento e prevenzione
Non esistono al momento antivirali specifici né vaccini autorizzati per uso umano. Il trattamento è di supporto e nei casi gravi richiede ricovero ospedaliero. La prevenzione poggia interamente sulla protezione personale dalle punture di zanzara, sulla riduzione dei focolai larvali (svuotamento di sottovasi, copertura di taniche, manutenzione dei tombini) e sui programmi entomologici di sorveglianza condotti dalle regioni in collaborazione con gli istituti zooprofilattici.
Sorveglianza in Italia
Il piano nazionale arbovirosi prevede un sistema integrato che monitora tre componenti: la circolazione virale nelle zanzare, la sieroconversione nei cavalli sentinella e i casi umani. L'Istituto Superiore di Sanità pubblica settimanalmente, da maggio a novembre, il bollettino West Nile con i numeri per regione e provincia, incluse le forme neuroinvasive. Questi dati sono recepiti su focolai.it nella sezione regioni e nella tabella delle 107 province, permettendo una lettura granulare della pressione epidemica.
Domande frequenti
Si può contrarre il virus West Nile da un'altra persona?
No, il contagio interumano diretto non è documentato. Sono possibili rari casi di trasmissione attraverso trasfusione di sangue, trapianto, dalla madre al feto in gravidanza o tramite allattamento, ragione per cui i donatori delle aree endemiche sono sottoposti a screening NAT durante la stagione vettoriale.
La puntura di una zanzara infetta provoca sempre la malattia?
No. La maggioranza delle infezioni resta asintomatica e solo una piccola percentuale evolve in forma neuroinvasiva. Il rischio individuale aumenta con l'età e in presenza di comorbidità.
Esiste un vaccino contro il West Nile?
Sono disponibili vaccini per uso veterinario nei cavalli, ma non esiste ancora un preparato umano approvato. Diversi candidati sono in fase clinica.
Le informazioni di questa scheda hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere medico. In caso di sintomi o sospetto contagio, contattare il medico di base o i servizi sanitari (1500 numero verde Ministero della Salute, 112 per emergenze).